In nome della madre

2 dicembre 2016Lorenzo Cuffini particolarelibro

Scritto da MARIA NISII

 

“Dalle mie parti quando si fanno delle porzioni disuguali si usa dire: ‘Tutto a Gesù e niente a Maria’. La frase ha un suo fondamento: le scritture sacre, specie nell’avventura della natività, sono sbilanciate nella distribuzione dei ruoli. Il figlio splende di suo oltre che per la scorta di una stella, Giuseppe prende alcune decisioni difficili ispirato in sogno da opportune istruzioni angeliche; Maria invece è un corpo prestato dalla natura alla provvidenza” (Erri De Luca, Nocciolo d’oliva, 23)

Piero della Francesca, Madonna del parto, 1450-70
Piero della Francesca, Madonna del parto, 1450-70

Con una preoccupazione simile agli apocrifi dei primi secoli della cristianità, la letteratura riscrive la Scrittura in parte anche per riparare a quello che ritiene essere un torto dei testi originari, che nel nostro caso sbilanciano tutta l’attenzione sul figlio, lasciando in disparte la madre. La citazione in apertura suona come una sorta di antefatto del successivo In nome della madre che “riequilibra” i ruoli, concentrando l’attenzione su Miriam/Maria – a partire dall’annunciazione e, a seguire, con la rivelazione a Josef della gravidanza, il matrimonio-scandalo, la partenza a Betlemme per il censimento e infine il parto.

Un testo diviso in “stanze” come una ballata, che dona centralità alla figura della madre nella versione inedita di giovane donna innamorata del suo Josef (“bello e compatto da baciarsi le dita”, 17), dominata da una calma nuova che la rende tanto forte da sopportare le conseguenze del suo stato, ma anche presa da una grande gioia: “una festa per quella nicchia in corpo che mi faceva madre senza aiuto di uomo” (19). Miriam sente che non appartiene più alla legge, che invece inquieta Josef. Ma a dispetto della legge e della tradizione degli uomini, lui le crede, “crede nella versione inverosimile di quella gravidanza. La verità è spesso inverosimile e ha bisogno di entusiasmo per essere detta e creduta. Josef crede a Miriam per amore e in amore credere non è cedere, ma aggiungere manciate di fiducia ardente” dirà in un testo successivo (Le sante dello scandalo, 43-4). Per questa fiducia Josef sfida la legge e la gente del villaggio, suscitando uno scandalo che viene descritto con le tinte forti del dramma napoletano: “le donne sputavano dietro il mio passaggio… ai loro insulti tiravo più dritta la schiena, più in fuori la pancia… avevo paura del loro malocchio” (29). La forza dei due nasce dal grembo di lei, con cui la giovane intrattiene un dialogo intessuto delle note liriche più alte del testo: “sei stato messo dentro di me da un fiato di parole, non da un seme. Sarai pieno di vento” (33).

Sandro Botticelli, Madonna del libro, 1480-1
Sandro Botticelli, Madonna del libro, 1480-1

Come gli invitati a nozze che rifiutano l’invito nella parabola evangelica (Mt 22), al di fuori dei parenti stretti nessuno si presenta alla festa del loro matrimonio – De Luca qui sembra voler costruire un parallelo tra i genitori e il figlio, presente anche ne La faccia delle nuvole: “Il loro figlio un giorno dirà: “Chi è senza errore tiri la prima pietra”. L’ha imparato in famiglia. Josef non l’ha tirata” (12) e sempre Josef, remissivo di fronte alla necessità del censimento, dichiara: “Diamo a questo Cesare il suo e teniamoci quello che non può levarci” (In nome, 50). Un principio che ispira anche il film di Guido Chiesa Io sono con te (2010), in cui Maria è presentata come anticipatrice (o precorritrice) del figlio – come lo è pure nel racconto di De Luca agli occhi di Josef: “per loro tu sei pietra d’inciampo, per me sei la pietra angolare da cui inizia la casa (40). Ma i paralleli tra il testo delucano e il film di Chiesa non finiscono qui – impossibile non richiamare infatti la disarmante sicurezza dipinta sul volto della giovane attrice tunisina, Nadia Khlifi, con quella della Miriam delucana, a proposito del parto che dovranno affrontare da sole durante il viaggio: “Sarà la cosa più facile del mondo, madre mia. Una vita si annida, cresce e poi trova l’uscita” (41).

iostoconte

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Erri De Luca, Nocciolo d’oliva, Edizioni Messaggero, Padova, 2002

  • In nome della madre, Feltrinelli, Milano,2016 (prima ed. 2006)
  • Le sante dello scandalo, Giuntina, Firenze, 2011
  • La faccia delle nuvole, Feltrinelli, Milano, 2016