Jesus’ Twelve

31 maggio 2016Gian Luca Carrega pocta

 

I discepoli nei vangeli rappresentano un personaggio collettivo difficile da classificare ma di importanza straordinaria per la funzionalità della trama. In un certo senso si può dire che siano i garanti degli avvenimenti, i testimoni degli eventi in grado di riportarli. Non per nulla la narrazione di Marco sembra subire una battuta d’arresto quando Gesù invia i Dodici in missione (Mc 6,7-13). L’evangelista è costretto a ricorrere a un riempitivo, il flash-back dell’arresto ed esecuzione di Giovanni Battista, che gli permette di prendere tempo e far ritornare i missionari ad accompagnare Gesù nei suoi viaggi. La valutazione dei discepoli cambia sensibilmente nei diversi vangeli. Marco è quello più ostile nei loro confronti, li mostra palesemente inadeguati al compito per il quale sono stati scelti, stare con Gesù e andare a predicare (Mc 3,14): quando nel Getsemani si daranno alla fuga sarà la certificazione ufficiale della loro débâcle. Matteo è meno drastico nella valutazione e sebbene l’esito della loro sequela sarà il medesimo, il Gesù di questo vangelo li chiama “gente di poca fede” (Mt 8,26 e 16,8). L’espressione pare volutamente ambigua perché ciascuno è libero di pensare che quella fede sia ritenuta insufficiente oppure meglio che niente. Luca presenta un quadro leggermente più positivo, ma non tace l’inopportuna discussione che sorge durante l’ultima cena, quando nell’imminenza della morte di Gesù litigano su chi di loro sia il più grande (Lc 22,24).
Infine nel vangelo di Giovanni troviamo i discepoli vittime del fraintendimento delle parole di Gesù, sebbene la cosa non ci sorprenda dato che in questo testo i discorsi di Gesù sono particolarmente criptici e prima di ricevere lo Spirito i discepoli non sono in grado di comprenderli. Inoltre nel Getsemani non sono loro ad abbandonare Gesù, ma è lui che li congeda per salvare le loro vite (Gv 18,8-9). Anche qui, però, è lecito domandarsi perché siano così poco reattivi dinanzi al tradimento di Giuda e perché dopo l’annuncio della risurrezione di Gesù da parte di Maria Maddalena continuino a barricarsi in casa.
L’onore degli altari (tranne che per Giuda, ovviamente) li riabilita dal punto di vista della religione, ma non certo sotto il profilo letterario, dove rimangono fino alla fine personaggi secondari e ignavi.

 

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