L’ironia di Emmaus

28 aprile 2017Lorenzo Cuffini EMMAUS

Scritto da  GIAN LUCA CARREGA.

Quando si parla di ironia nei vangeli si pensa a Marco e soprattutto a Giovanni, eppure in Luca non mancano episodi che mettono in luce questa funzione retorica. Prendiamo un testo celeberrimo come è quello dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35).

Ci sono due uomini che, delusi dalle vicende che hanno visto protagonista in negativo il loro maestro Gesù di Nazaret, stanno imboccando contromano la strada dei pellegrini di Gerusalemme, diretti verso il villaggio di Emmaus. Si imbattono in un viandante che, secondo quanto ci rivela l’evangelista, è Gesù risorto, ma i loro occhi sono trattenuti dal riconoscerlo (24,16). Con aria sorniona chiede conto dei loro discorsi e viene dileggiato per la sua ignoranza dei fatti che sono appena accaduti a Gerusalemme. Per fortuna provvederanno loro a renderlo edotto.

Sentirsi raccontare della propria morte è un’esperienza abbastanza particolare, ma non è la prima volta che avviene nella Bibbia. Nel libro della Genesi tocca a Giuseppe, anch’egli non riconosciuto dai suoi, sentire dai fratelli che avevano un fratello, che però adesso era morto… (Gen 44,20). I due discepoli logorroici pensano di sapere, ma di lì a poco emerge che in realtà non sanno nulla di Gesù e che le loro opinioni sul suo conto sono totalmente errate. Volevano fare i saccenti e si scoprono ignoranti.

Luca, poi, è un maestro nel gigioneggiare coi suoi personaggi. Nel racconto dei discepoli viene fuori che altri discepoli (“alcuni dei nostri” 24,24) sono andati al sepolcro, “ma lui non l’hanno visto”. E il bello è che lui è davanti a loro, ma non si accorgono che lo stanno vedendo!

Una buona dose di ironia si scorge anche nel fatto che nonostante il precipitoso ritorno a Gerusalemme per annunciare in anteprima l’apparizione di Gesù risorto siano stati preceduti dalla notizia che il Signore era apparso a Pietro: come se Fidippide fosse arrivato ad Atene mentre telefonavano da Maratona la vittoria sui Persiani.

Se poi è vera l’informazione di Mc 16,13 che gli Undici non credettero ai due discepoli in cammino verso la campagna, la beffa diventa quasi atroce: quelli che non avevano creduto al racconto delle donne, si ritrovano a non essere creduti a loro volta quando riferiscono di avere visto Gesù risuscitato.