A questo crocevia di tenebre

28 aprile 2018Lorenzo Cuffini

Scritto da MARIA NISII.

 

Di fronte a un capolavoro ciascuno di noi sosta in contemplazione, un critico profonde in dettagliate spiegazioni, un poeta si lascia toccare e poi talvolta traduce quelle impressioni in versi. È quello che ha fatto Margherita Guidacci che al polittico di Grünewald ha dedicato un testo intensissimo.

 

 

A questo crocevia di tenebre

Davanti a noi sorgi tremendo,

albero secco, stadera

che reggi il gran corpo inerte.

 

 

Lo sfondo buio della tela diventa “crocevia di tenebre”. La croce è invece descritta nelle tradizionali immagini di albero e bilancia. Il “corpo inerte” sembra ritrarre i corpi dei malati dell’ospedale vicino al monastero degli Antoniti a Isenheim, per i quali il pittore aveva realizzato l’opera.

 

 

Un nudo legno trasversale

Taglia lo spazio

E un nudo legno verticale

Svetta oltre il tempo:

assi cartesiane

della vita e della morte,

intorno a cui si schiude

ora il nero quadrifoglio.

 

I legni della croce compongono gli “assi cartesiani” entro i quali si muove l’uomo: l’asse trasversale attraversa lo spazio, quello verticale va oltre il tempo – ovvero la vita e la morte, ora racchiuse nel mistero del Dio-uomo.

 

Nei lobi in alto, il vuoto e il terrore

Come al grido “Mio Dio

Perché mi hai abbandonato?”.

In basso, fatto roccia in tre figure,

tutto il dolore umano.

 

“In alto” le mani di Cristo, nell’irrigidimento causato dal dolore, richiamano “il vuoto e il terrore” che quella morte spalanca – il “crocevia di tenebre” appunto, che il grido a Dio sulla croce rafforza. Le “tre figure” in basso allora partecipano a quel dolore: Maddalena supplicante, Maria dall’anima trafitta come profetizzato da Simeone (Lc 2,35), Giovanni che accompagna quel dolore cingendo la madre.

 

 

Ma ecco avanza l’Agnello vittorioso

Verso la sua piagata controparte.

E un profeta ci addita, perentorio,

salvezza nella metafora!

 

Infine Giovanni Battista e l’Agnello immolato e vittorioso. Immolato perché dal petto sgorga il sangue che si raccoglie nella coppa, e vittorioso perché quella morte l’ha già vinta. Il Battista indica Cristo, come vuole la tradizione che lo ha perlopiù ritratto richiamando il versetto di Gv 1,29 – sebbene qui la scritta in rossa riporti invece i versetti di Gv 3,30: “Egli deve crescere e io invece diminuire”.

 

 

Alla crocifissione di Isenheim, Paul Hindemith ha dedicato MathisderMaler(1934):

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  • Polittico di Grünewald” :  polittico di Sant’Antonio di Issenheim , dipinto, eseguito tra il 1512-1516, ad olio su tavola, dal pittore tedesco Mathis Neithardt Gothart detto Matthias Grünewald (1480 ca. – 1528), proveniente dal Monastero di Sant’Antonio Abate sotto il Monte di Issenheim , ora conservato nel Musée d’Unterlinden di Colmar, Francia.