CHI SEI? Un fantasma…?

17 Aprile 2021Lorenzo Cuffini

 

Scritto da  NORMA ALESSIO.

Le apparizioni di Gesù Risorto sono raccontate dagli evangelisti con modalità diverse, quelle su cui mi soffermo sono quelle di Luca e di Giovanni in cui Gesù mangia pesce arrostito con i discepoli per dimostrare la sua vera corporeità. Gesù non è un “fantasma”, uno “spirito”, ma ha “carne e ossa”, ed è propriocon l’assunzione di cibo (che) Gesù vuole dimostrare di non essere un fantasma partendo dal presupposto che gli esseri spirituali non mangiano … opinione diffusa ma non una convinzione dogmatica“. ( G.Carrega)

 

(Lc 24, 36-43) Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro”.

 

(Gv 21, 1-14) “Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi la sopravveste, poiché era spogliato, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore. Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce. Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti”.

 

Questi due episodi si differenziano per il luogo in cui avvengono – in Luca entro la casa, mentre in Giovanni in riva al lago di Tiberiade – mentre li accomunano alcuni particolari: il cibo che Gesù mangia insieme a loro, pesce arrostito, per dire che realmente è avvenuta la sua Resurrezione. Il pesce arrostito è simbolo della dolorosa passione di Gesù, come scrisse Sant’Agostino “Piscis assus, Christus passus” (pesce arrostito, Cristo sacrificato).

L’apparizione di Gesù – in Luca –  a casa dei discepoli, non ha avuto molti riscontri nel campo dell’arte e gli esempi che riporto sono solo due risalenti a periodi distanti tra loro, che evidenziano stili e approcci diversi.

In una delle sei scene rimaste, chiamate Storie del Cristo dopo la Resurrezione, collocate nel coronamento cuspidale della Maestà di Duccio di Boninsegna, realizzata tra il 1308 e il 1311, conservata a Siena al Museo dell’Opera del Duomo, vi è Gesù che appare ai discepoli e mostra le mani con i segni della passione. La rappresentazione ha il disegno tipico della raffinatezza bizantina, i discepoli nella loro compostezza si ritraggono senza essere drammatici, non esprimono esplicitamente i loro sentimenti e sulla tavola si riconosce del pesce arrosto.

 

 

Duccio di Boninsegna

 

 

Il “Cristo risorto appare agli apostoli di Mattia Preti, pittore calabrese, dipinto tra il 1670-1675, conservato a Siviglia al Museo Nazionale, dopo varie attribuzioni e indicazioni errate del soggetto, per l’incertezza dell’interpretazione è stato definitivamente riconosciuto in una delle apparizioni di Cristo agli apostoli dopo la Resurrezione. La scena, costruita con stupefacente e spettacolare visione in un linguaggio caravaggesco, è drammatica: gli apostoli presenti attorno al tavolo su cui vi sono il pesce e il pane, sono ritratti in gesti con enfasi e con l’espressione nei loro volti, tipica della sorpresa e dello spavento, nell’atteggiamento di ritrarsi dall’immagine comparsa davanti a loro da cui proviene la luce divina che li illumina.

 

 

Mattia Preti

 

 

La seconda apparizione presa in considerazione, comunemente denominata “Pesca miracolosa”  – presente in Giovanni – si compone di tre scene: la pesca miracolosa, il pasto del Risorto con i discepoli e il dialogo tra Gesù e Pietro. Gli artisti non sempre hanno interpretato correttamente questo episodio: il più delle volte è stato “fuso” con quello in Luca che racconta di una “pesca miracolosa”all’inizio della vita pubblica di Gesù, con altro svolgimento. Nell’arte moderna ad esempio, un dipinto di Salvatore Fiume del 1977, facente parte della sua collezione donata ai Musei Vaticani, attraverso alcuni particolari lascia, secondo me, l’interpretazione di questo evento e a quali episodi è riferito a chi lo guarda: la vista allargata dell’interno della barca piena di pesci tra due discepoli immersi fino al busto, niente rete né pesce arrosto, altri quattro discepoli che sono dietro, ritti, di cui due con un remo ciascuno; tutti volgono lo sguardo verso lo spettatore, tranne uno che con la mano sulla spalla del compagno a fianco, guarda verso la figura scura a sinistra: Gesù Risorto, il fantasma? In un’intervista l’artista disse: “Non sento Dio sulla tela o nei colori, me lo ritrovo a fianco: una presenza discreta, che a volte suggerisce una soluzione pittorica e spesso tace, come chi sta a guardare e sorridere quando sbagli” .

 

 

Salvatore Fiume

 

 

Ritornando invece ad un’altra rappresentazione più antica, del 1645, la “Pesca miracolosa”di Francesco Gessi, pittore bolognese, dipinta per la Chiesa di San Girolamo alla Certosa di Bologna, vediamo in primo piano il pasto che avviene su una roccia (riferimento simbologico a Pietro?), mentre la “pesca miracolosa”è collocata nel paesaggio sullo sfondo, nel quale si vede Pietro che si getta in acqua andando incontro a Gesù sulla riva. I soggetti ricordano una lontana origine caravaggesca, rappresentata anche nei contrastanti effetti chiaroscurali, dati da un’illuminazione che colpisce i volti e i corpi degli attori da destra verso sinistra e che conferisce maggiore teatralità all’evento. Gli apostoli si atteggiano con naturalezza, come in una scena di vita quotidiana: c’è chi offre il pane, chi controlla il pesce che cuoce, chi dialoga con Gesù; probabilmente il riconoscimento del Risorto è già avvenuto.

 

 

Francesco Gessi

 

 

Nel 2014, per il refettorio del seminario francese a Roma, è stato realizzato un mosaico da padre Marko Ivan Rupnik, teologo, artista, dove nello stesso episodio c’è un intrecciarsi del pesce frutto della pesca, e di quello preparato, il gesto di Pietro che trae la rete a terra, intatta, colma dei pesci. A riva c’è Gesù risorto che ha già i pesci e del pane sulla brace, per l’invito a mensa, segno questo che ha portato gli apostoli a riconoscere colui che prima non sapevano chi fosse. Padre Rupnik così spiega il suo lavoro:“Pietro offre un pesce blu a Cristo e Cristo offre un pesce rosso. Blu è il colore dell’umanità perché l’unica creatura che guarda il cielo è l’uomo, perciò i cristiani hanno detto il blu è umano perché guarda l’azzurro del cielo, mentre rosso è il colore di Dio perché il rosso, dice il Levitico, è il luogo dove c’è la vita e la vita appartiene al Signore dunque il rosso è la vita di Dio, è Dio”.

 

 

Marko Ivan Rupnik

 

 

Joseph Ratzinger, in Opera Omnia Gesù di Nazaret, la figura e il messaggio, riassume così gli eventi dopo la resurrezione di Gesù dalla morte: “Apparire – parlare – stare a tavola: sono queste le tre manifestazioni di sé del Risorto, strettamente connesse tra loro, con cui Egli si rivela come il Vivente”.

 

 

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  • In copertina: particolare da Apparizione del Risorto al lago di Tiberiade di Marko Ivan Rupnik , Refettorio del seminario francese a Roma, 2014

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