Il Battesimo di Cristo in sala

18 agosto 2018Lorenzo Cuffini

Scritto da DAVIDE  BRACCO.

In quanto sacramento di ingresso nella religione cristiana il battesimo assume spesso un significato anche simbolico in occasione di narrazioni ad argomento cristologico. Nel portare all’estremo questa impostazione si può notare come il racconto del battesimo amministrato da Giovanni e ricevuto da Gesù si presti – in almeno tre casi illustri– come chiave interpretativa (un ingresso al cinema) nei confronti di tre diversi stili cinematografici.

 

Il Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli rappresenta in primis il calligrafismo inteso come vera cifra stilistica. Girato a colori con un budget notevole lo sceneggiato (come si definiva nel 1977) è un vero kolossal dove tutto è mostrato e mai suggerito fin dalla prima comparsa del Nazareno sulle rive del Giordano. Una sequenza oleografica che accompagna lo spettatore davanti all’avvenimento battesimale con procedimenti banali fin dal tema musicale che irrompe con enfasi giusto insieme al primo piano di Gesù assorto davanti al Battista. Tutto è descritto eniente suggerito come nel caso della colomba che – riprendendo Matteo – simboleggia lo spirito di Dio che discende sul Messia.

Da ” Gesù di Nazaret ” di Franco Zeffirelli

 

https://www.youtube.com/watch?v=osg1EtsreW0

 

Una nuova ripresa celebre del testo di Matteo è naturalmente Il vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini del 1964. Un’opera epocale che anche in questa sequenza presenta i tratti più significativi del film quali il desiderio del regista di verismo nella scelta degli attori (qui evidenziati in primi piani che denotano la loro “naturalità non professionale”) e di pittorialità nella composizione scenica che spesso richiama la plasticità di Piero della Francesca. Diversamente da Zeffirelli la scelta del tema musicale è non originale (Mozart) e la colomba è sostituita da una voce off che richiama espressamente il Divino.

Da ” Il Vangelo secondo Matteo” di Pierpaolo Pasolini

 

https://www.youtube.com/watch?v=uJQx2Fr20dg&t=48s

 

Anche uno degli inventori del cinema moderno, Roberto Rossellini, si avvicinò al racconto evangelico in un momento finale della sua filmografia caratterizzata da un progetto enciclopedico che pensava alla televisione come un mezzo didattico capace di veicolare ai più biografie illustri e ritratti d’epoca. Nascono negli anni settanta opere dedicate a Socrate, Cartesio, Pascal, Agostino, Luigi XIV e anche Il Messia.

La sequenza del battesimo conformemente al mandato appare in Rossellini come una espressione del grado zero della rappresentazione artistica unicamente qui al servizio del messaggio: colonna sonora soltanto accennata, recitazione senza pathos con attori che si prestano alla Parola in una scena girata quasi in un unico piano sequenza che non vuole sedurre lo spettatore con artifici visivi o di montaggio.

Da ” Il Messia ” di Roberto Rossellini

 

https://www.youtube.com/watch?v=AsBgLiUPIyU