John Sheppard – “In pace in idipsum”

2 giugno 2018Lorenzo Cuffini

Scritto da CHIARA BERTOGLIO.

 

Il compositore inglese cinquecentesco John Sheppard fa parte della ristretta ma stupenda compagine di musicisti che dovettero destreggiarsi fra i rivolgimenti religiosi e politici dell’Inghilterra cinquecentesca: com’è noto, dopo il regno protestante di Enrico VIII e quello quasi calvinista di Edoardo VI, vi fu la restaurazione cattolica di Maria seguita dal ritorno di un protestantesimo più “addomesticato” sotto Elisabetta I. In tale contesto, in cui la politica e la religione erano strettamente intrecciate, ed in cui i vari sovrani imponevano il loro credo con la forza, la vita dei compositori di musica sacra non era certamente semplice; in alcuni casi, come avvenne a William Byrd, la presa di posizione del musicista dal punto di vista religioso equivaleva ad una scelta di campo anche assai pericolosa.

 

Tanto più straordinario che, in un simile contesto, la musica di Sheppard, come quella di Tallis e di Byrd, riesca a trasmettere una serenità ed una pace senza uguali. Notiamo questa atmosfera di trasfigurata bellezza e di incantata contemplazione nello splendido mottetto In pace in idipsum, destinato alle funzioni religiose della sera, ma anche ai riti della settimana santa: la pace in cui il salmista si “addormenta” è stata spesso interpretata come icona del sabato santo, momento di silenzio e di quiete fra la sofferenza del venerdì e la felicità della Pasqua.

La tranquillità con cui l’anima fedele si abbandona alle mani di Dio non potrebbe trovare un’espressione musicale più confortante ed efficace; questo brano di trascendente purezza può aiutare anche gli ascoltatori di oggi a contemplare persino l’idea della morte con la serenità e la fiducia che dovrebbero caratterizzare l’atteggiamento cristiano davanti al più grande mistero dell’esistenza umana.

 

  • Puoi ascoltare il brano al link seguente, nella esecuzione de The Cambridge Singers

https://www.youtube.com/watch?v=rtZji8QmvhY

  • In copertina: Anton Raphael Mengs  (1728, 1779)- Il sogno di Giuseppe