Messiaen – Première Communion de la Vierge

29 Giugno 2019Lorenzo Cuffini

 

Scritto da CHIARA BERTOGLIO.

 

Uno dei musicisti classici più interessanti del Novecento, il francesce Olivier Messiaen (1908-1992), era appassionato di teologia, fervente cattolico ed esperto ornitologo: con competenza, pazienza ed entusiasmo annotava i canti degli uccelli, che considerava simboli della gioia di Dio, e poi li riportava, trasformati, nelle sue composizioni. Ciò avviene anche nella Première Communion de la Vierge, uno dei Vingt Regards sur l’Enfant-Jésus, “venti sguardi sul Bambino Gesù”. Nella visione di Messaien, desunta da alcuni autori mistici della sua epoca, il momento dell’Annunciazione, in cui il Verbo si fa carne nel grembo di Maria, è, per Maria, come una “prima comunione”: il Divino entra nella sua vita, nel suo corpo, nella sua persona, vi abita e la riempie.

 

Messiaen sceglie di raffigurare questo mistero con un brano pianistico, ossia senza parole (pur se dissemina di parole la partitura che il pianista studia). Gli accordi iniziali sono il “Thème de Dieu“, il “tema di Dio”, un motivo armonico trinitario che pervade il ciclo dei venti brani a suggerire come ogni mistero della fede, ed in particolare l’Incarnazione, sia radicato in Dio. Questo tema, presentato dalla mano sinistra, è adornato sia da lentissime discese di “bicordi” (due linee melodiche sovrapposte, a suggerire forse la persona di Maria e quella di Gesù che iniziano a “cantare insieme”), sia da ghirlande di note veloci, quasi a simboleggiare la freschezza giovanile e la bellezza verginale di Maria.
Poco dopo, dei canti di uccelli seminano nel cuore di Maria e dell’ascoltatore un sentimento di gioia, che tuttavia torna sempre a raccogliersi nella calma e nel silenzio della meditazione.

 

La parte centrale del brano riprende il “tema di Dio” trasformandolo tuttavia in una danza quasi sfrenata, dal ritmo travolgente ed esultante: è il “Magnificat” di Maria, raffigurato come una danza piena di vivacità.
Una sequenza di ritmi complessi simboleggia il crescere del bambino Gesù nel grembo di Maria: gli intervalli (le distanze grave-acuto) si fanno sempre più grandi, le durate anche, e nel grave si ode una pulsazione veloce e continua che rappresenta (nelle parole dello stesso Messiaen) “i battiti del cuore di Gesù”.
Al ritorno della calma iniziale, con il “tema di Dio” in tempo lento e le ghirlande di note sempre più fitte e intense, sboccia quello che Messiaen chiama “abbraccio interiore”: le due linee melodiche della destra si avvicinano sempre di più e si sfiorano, in un momento di profonda tenerezza. “Dopo l’Annunciazione“, scrive Messiaen, “Maria adora Gesù in lei: Dio mio, figlio mio, mio Magnificat… amore mio senza disturbo di parole…

 

Di seguito, Introduzione alla Première Communion de la Vierge .

 

A seguire, l‘esecuzione del brano.

 

 

 

 

 

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