Una “Bibbia apocrifa”

18 Novembre 2016Lorenzo Cuffini

Scritto da  GIAN LUCA CARREGA.

 

Nei piccoli libri della collana Scrittori di Scrittura, finora arrivati a dodici, ogni scrittore è  liberamente partito da una suggestione del testo biblico, e le ha dato corpo.  Per fare degli esempi, Silvana De Mari ha riscritto l’annunciazione vista dagli occhi di Giuseppe ; Elena Loewenthal ha affrontato l’annunciazione a Sara, moglie di Abramo. Elena Varvello racconta la storia di un Giobbe contemporaneo, un uomo tartassato dagli eventi che cerca un motivo di ripartenza, mentre Bruno Gambarotta rilegge il personaggio di Saul in chiave umoristica, di un umorismo drammatico. Nel caso di  Gianluigi Ricuperati è stato scelto il tema della ricchezza, raccontando di un prete che ha una comunità di recupero per persone dipendenti dall’uso del denaro.

In questo modo, il testo biblico si mostra un testo attuale, pieno di spunti  interessanti anche per persone di oggi e per non credenti. Prendiamo il caso di Margherita Oggero: si è sempre dichiarata apertamente agnostica, ma non ha avuto nessun problema a lavorare sulla Bibbia. Di Margherita non mi ha stupito la leggerezza di scrittura che ha avuto nel ripensare il personaggio di Isacco – immaginato anziano, vicino alla morte, mentre fa un bilancio di tutta la sua vita – mi ha colpito invece la sua competenza sulla Scrittura. Elena Loewenthal ci ha regalato anche quella sua bella definizione della nostra iniziativa: infilarsi negli spazi bianchi della narrativa biblica. Cioè: partire da un testo sapendo che è volutamente lacunoso perché tu possa interagire con esso. Tutti i volumi sono un tentativo di risposta alla Parola che provoca.

C’è un arricchimento spirituale in questi testi. I volumi di Scrittori di Scrittura sono utili per il credente perché lo aiutano ad avere un approccio differente alla Bibbia. I suoi protagonisti smettono di essere personaggi-tipo, e assumono una loro tridimensionalità. Prendiamo ad esempio il Giuseppe di Silvana De Mari: non è il classico Giuseppe vecchietto e in balìa degli eventi, ma un giovane passionale, innamorato della sua ragazza e anche geloso. Con una lettura di questo tipo sentiamo che la storia sacra è una storia vera. Quando siamo lettori passivi, diventiamo pigri e ronziamo attorno ai soliti concetti e idee. Quando invece proviamo a raffigurarci le scene, scatta un processo d’immedesimazione.

La Scrittura ci parla anche attraverso questo. La storia sacra ci dice che anche la nostra storia è sacra, che noi viviamo un’esperienza in continuità con la Scrittura. Scherzando, abbiamo chiamato il nostro progetto una “Bibbia apocrifa”, e lo è, come di fatto lo è anche la vita stessa delle persone. Anche le nostre vite fanno parte di un progetto che non si è concluso con l’ultimo libro della Bibbia. Noi continuiamo a vivere vicende che sono guidate dallo stesso Spirito che ha animato la Scrittura. Le nostre esperienze sono un bacino per lavorare su ciò che il Signore ci ha detto tramite la Parola. Scrittori di Scrittura, oltre a dirci quello che il brano ha suggerito allo scrittore, mostra che ognuno di noi può riscrivere il testo biblico applicandolo alla propria vita.

In copertina:  Albrecht Dürer ,”Gesù tra i dottori” (dettaglio)