Essere nel gruppo

23 Febbraio 2019Lorenzo Cuffini

 

 

Scritto da GIAN LUCA CARREGA.

 

Mi sono già occupato di Tommaso in altri post, ma sembra che questo personaggio sia una miniera di sollecitazioni continue e quindi vale la pena soffermarsi ancora sul percorso di questo discepolo anticonformista. Nel vangelo di Giovanni, Tommaso compare in tre circostanze. Una prima volta è nell’ambito del risuscitamento di Lazzaro. Gesù aveva corso il rischio di essere lapidato a Gerusalemme e tornare in Giudea rappresentava un rischio non da poco. I discepoli cercano di metterlo in guardia, ma lui non vuole sentire ragioni. Così Tommaso prende la parola e dice: “Andiamo anche noi a morire con lui!” (Gv 11,16). Sull’intonazione e il senso da dare a queste parole ho già scritto nel post del 27 gennaio 2018. Qui mi interessa solo notare che Tommaso parla a nome di un gruppo, perché si rivolge ai suoi colleghi e parla al plurale.

 

 

Intonazione

 

 

Stessa situazione in Gv 14,5, dove l’obiezione che pone a Gesù (“Non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?”) è sì di carattere personale, ma espressa nuovamente al plurale, segno che ritiene che anche gli altri condividano la stessa incertezza. E infine c’è l’episodio più noto, Gv 20,24-29. Qui il senso di appartenenza al gruppo è reso evidente dalla presentazione che lo descrive come “uno dei Dodici” (v.24). Ma il dato curioso è che, per motivi che non vengono spiegati, Tommaso aveva lasciato il gruppo al momento dell’apparizione del Risorto. Siamo liberi di pensare che i motivi potessero essere positivi o negativi. Resta il fatto che Tommaso, l’uomo del gruppo, non ha vissuto l’esperienza fondamentale del gruppo. Per certi versi è naturale che chieda di poter esser partecipe della stessa esperienza. Gli altri dicono di avere visto il Signore e lui domanda di vederlo per poter credere. Fino a qui non ci sarebbe molta da obiettare e la sua richiesta appare sensata, quasi lecita. Ma poi aggiunge la mano nel fianco e il dito nel segno dei chiodi e questo rappresenta un di più che appare una sorta di compensazione che dovrebbe porlo al di sopra degli altri.

 

Caravaggio, Incredulità di San Tommaso

 

Infatti quando Gesù riappare otto giorni dopo il rimprovero che muove a Tommaso è sostanzialmente incentrato su questo aspetto e lo provoca a mettere davvero il dito e la mano dove desiderava avere le prove della risurrezione. Anche in questo caso non sappiamo se poi effettivamente lo abbia fatto o meno, ma se ciò non è avvenuto possiamo dire che la visione del Risorto abbia riportato Tommaso nel gruppo e il fatto che abbia creduto lo certifica a tutti gli effetti come vero discepolo di Gesù: nel Quarto vangelo si è discepoli se si crede ai segni descritti in questo libro (20,30-31), perciò Tommaso può ritenersi reintegrato.